La diga più alta del mondo. Vajont 1963

Una nonna misteriosa, una nipote curiosa, un gatto rosso e un anziano signore fissato con strane teorie sullo scorrere del tempo, sono le voci che conducono il lettore alla scoperta di quanto accaduto sessant’anni fa.
Era la sera del 9 ottobre 1963 quando il monte Toc è rapidamente scivolato nel bacino del Vajont sollevando un’enorme onda che ha scavalcato la diga gettandosi sul paese e le frazioni sottostanti. Grazie a una serie di coincidenze, Mary è riuscita a salvarsi dal disastro del Vajont, ma non ha mai dimenticato ciò che ha visto, sentito, annusato e percepito quella notte.
Grazie alla curiosità della nipote, a distanza di sessant’anni dal disastro, insieme ad altri sopravvissuti, a superstiti, testimoni e soccorritori, trova la forza per raccontare ciò che ha vissuto.
Non mancano i colpi di scena e situazioni in cui emerge la grande capacità dei bambini di essere resilienti, oggi come allora.
Per avere maggiori informazioni sull’organizzare di attività formative con le scuole attraverso il racconto de “La diga più alta del mondo”, clicca qui sotto.



Il treno dell’Ignoto. Il viaggio del Milite Ignoto

Tutti questi racconti sembravano uscire direttamente dal pedale della sua Singer, trasmettersi alla cinghia che correva lungo la ruota situata alla destra della macchina da cucire e uscire da quell’ago che minaccioso andava su e giù velocemente. Sembrava una magia ogni volta che la nonna alzava il fermo che faceva sollevare l’ago e ne estraeva il suo lavoro. Ne uscivano lenzuola e federe per le mie bambole nonché qualche vestitino. Ne uscivano i pantaloni dello zio perfettamente accorciati e copricuscini, tovaglie, nuovi strofinacci che poi la nonna completava facendo i bordi all’uncinetto.
E da quelle mani sapienti uscivano altre storie che riempivano i miei pomeriggi; che riempivano la mia vita.
Romanzo storico per adulti e ragazzi che narra il grande evento che fu la scelta e il viaggio del Milite Ignoto.
Undici soldati che hanno affrontato la Grande Guerra, undici provenienze, undici storie di vita, undici campi di battaglia; undici racconti che restituiscono un’identità agli undici militi assolutamente ignoti tra i quali è stato scelto colui che sarebbe divenuto per sempre il Milite Ignoto.



Nina eroe di guerra. 1915 – 1918

Papà Aronne era particolarmente protettivo nei confronti di Nina. L’aveva aiutata a venire al mondo in una gelida nottata del gennaio 1913, che si era distinto per le basse temperature. In quella situazione la piccola rischiava di non farcela, perciò il papà l’aveva tenuta accanto a sé tutta la notte e il giorno seguente scaldandola e sfamandola strizzandole nella boccuccia latte caldo con uno strazuto.
«Bevi, picenina, bevi».
Per giorni i membri della famigliola De Martin, furono assorbiti dalle cure per Nina e dai turni per allattarla. Il nome della neonata, Ni-na, lo aveva scelto il piccolo Gianni, che a quasi sette anni parlava ancora come un piciol, un bimbo piccolino, e non riusciva a dire picenina.
(da Paola Zambelli, illustrazioni di Gaia Marfurt, Nina eroe di guerra. 1915-1918, TIPI edizioni, 2015)
Nina eroe di guerra. 1915-1918, edito da TIPI nel 2015, illustrazioni di G. Marfur.
Sullo sfondo di avvenimenti storicamente documentati della Grande Guerra, le vicende di due famiglie bellunesi narrate attraverso le avventure dei bambini e ragazzi protagonisti, affiancati dal loro animale domestico, la capretta Nina.



Martino

Martino amava arrampicarsi sugli alberi e stare lì sui rami più alti ad ammirare il cielo o a osservare il paesaggio. Era attratto da animali di tutti i tipi che amava accarezzare e accudire. Crescendo imparò a osservarli con rispetto per capirne le caratteristiche e una serie di uccellini stagionali presero l’abitudine di avvicinarlo per cibarsi delle bricioline che preparava per loro.
(da Paola Zambelli, illustrazioni di Francesca Vendraminelli, Martino, TIPI edizioni, 2018)
Martino, edito da TIPI nel 2017, illustrazioni di F. Vendraminelli.
La vita del bambino divenuto ragazzo, adulto, anziano e infine il santo conosciuto da tutti per il gesto del taglio del mantello. Ogni periodo della sua vita è caratterizzato dalla presenza di un animale che lo affianca.



La Profezia dei Draghi Viverna

C’erano una volta dei terribili serpenti che stringevano d’assedio la città di Belluno. Finché un giorno cinque bambini coraggiosi… Inizia così La profezia dei draghi Viverna: un’avventura in rima tutta da leggere e da guardare, popolata da draghi e personaggi della tradizione dolomitica. I protagonisti sono personaggi realmente vissuti oppure presenze consolidate del patrimonio culturale delle Dolomiti: i santi protettori della città nelle vesti di bambini, Ezzelino da Romano, il Mazarol. Tra un’antica profezia, un anello con incisa una frase magica e draghi liberati da antichi sortilegi, le autrici accompagnano il lettore alla scoperta di luoghi e personaggi della storia di Belluno. Il viaggio – tutto in rima – si conclude con la narrazione anch’essa in chiave fantastica di come nacque lo stemma della città: a conferma che con la storia – quella vera – si può anche giocare!
La Profezia dei Draghi Viverna, edito da DBS nel 2014, illustrazioni di A. Saracini. Fiaba in rima che narra l’origine dello stemma della città di Belluno, salvata da cinque intrepidi bambini.

